Star Wars – L’ascesa di Skywalker



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J. J. Abrams

Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Scheda:

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© Walt Disney Studios

Titolo originale:

Star Wars: The Rise of Skywalker

Uscita Italia:

18 Dicembre 2019

Uscita USA:

20 Dicembre 2019

Regia:

J. J. Abrams

Sceneggiatura:

J. J. Abrams, Chris Terrio

Genere:

Fantascienza, Azione, Avventura

VOTO: ★6

Cast:

Trama:

Circa un anno dopo gli eventi de Gli Ultimi Jedi, Rey si sta allenando con il generale Leia Organa per completare la sua istruzione di Jedi. Intanto, si scopre che l’Imperatore Palpatine è ancora vivo. Il nuovo Leader Supremo Kylo Ren e i membri della Resistenza, sentendosi per motivi diversi minacciati dalla sua presenza, decidono di mettersi sulle sue tracce.

Circa un anno dopo gli eventi de Gli Ultimi Jedi (2017), Rey (Daisy Ridely) si sta allenando con il generale Leia Organa (Carrie Fisher) per completare il suo addestramento Jedi. Intanto, si scopre che l’Imperatore Palpatine (Ian McDiarmid), grazie al lato oscuro della Forza, è ancora vivo. Il Leader Supremo Kylo Ren (Adam Driver) lo raggiunge quindi su Exegol, un pianeta nascosto nelle Regioni Ignote dove ha sede l’antico Tempio dei Sith. Qui Palpatine gli rivela che per ripristinare l’Impero Galattico ha preparato una flotta di incrociatori stellari, ciascuno dei quali dotato di un’arma in grado di distruggere un intero pianeta; rivela inoltre a Kylo Ren che Rey è sua nipote e che se riuscirà ad ucciderla, sarà nominato nuovo imperatore.

“Intanto Rey, Poe, Finn e Chewbecca si mettono sulle tracce di Palpatine per sconfiggerlo definitivamente.”

Alla fine di una lunga serie di peripezie si imbattono in Kylo Ren, che rivela a Rey la verità dulle sue origini e la affronta in duello. Nello scontro, il generale Leia Organa utilizza la Forza per distrarre suo figlio, consentendo alla giovane Jedi di ferirlo gravemente. Mentre però Leia, stremata, perde la vita, Kylo Ren viene medicato con la Forza da Rey, la quale decide di salvarlo da morte certa e lo convince a passare al lato chiaro.

Giunti tutti ad Exegol, mentre la flotta imperiale si scontra con le navi della Resistenza accorse numerose da tutta la galassia, Palpatine tenta invano di convincere Rey ad ucciderlo, in modo tale da passare al lato oscuro e diventare nuova imperatrice. Con l’aiuto di Ben Solo e della Forza dei Jedi del passato, la Jedi riesce ad eliminare definitivamente l’imperatore, salvo tuttavia morire a causa dello sforzo. Ben Solo utilizza quindi la Forza per riportare in vita Rey. Al suo risveglio, i due si baciano e Ben muore a sua volta, scomparendo come già accaduto a Obi-Wan Kenobi, Yoda, Luke e Leia. Rey si reca infine a Tatooine, per deporre le spade laser degli Skywalker, decidendo di assumere definitivamente questo cognome.

Recensione:

La saga più celebre e longeva della storia del cinema giunge finalmente a termine, chiudendosi con un film discutibile, tutt’altro che entusiasmante, coerente con il basso livello complessivo della deludente trilogia sequel. Dopo aver diretto Il Risveglio della Forza (2015), J.J. Abrams torna alla regia di un episodio di Star Wars, cercando di correggere la rotta intrapresa da Rian Johnson in Gli Ultimi Jedi (2017), il capitolo che ha spaccato a metà il fandom della saga, nella speranza di accontentare quanti più spettatori possibile. Il problema è che il più delle volte, quando si tentano questo tipo di operazioni, si finisce con lo scontentare un po’ tutti (sul punto, v. Mike Flanagan in Doctor Sleep).

“Cominciamo con il dire che il maggiore limite della pellicola risiede nella sceneggiatura. Questa risulta dozzinale, contraddittoria, estremamente lacunosa e troppe volte sbrigativa, difetti non di poco conto, soprattutto se si considera che siamo di fronte all’epilogo di una saga. È un dato di fatto che al termine del film, allo spettatore vengono date più nuove domande che risposte.”

Nello specifico, non gli è dato sapere nemmeno cose essenziali ai fini della trama, come ad esempio come ha fatto Palpatine a rimanere in vita e a costruire da zero la nuova flotta imperiale, chi è suo figlio, come lo ha avuto e con chi.

Anche la scrittura dei personaggi (salvo forse solo Kylo Ren) si dimostra piuttosto stereotipata e i dialoghi risultano nel complesso mediocri e superficiali. I nuovi protagonisti, oltre a non avere il carisma dei vecchi, sono troppo statici e obiettivamente dimenticabili. Imbarazzante inoltre il ritorno di Lando Calrissian, inserito solo ed esclusivamente perché ultimo superstite dei capitoli precedenti. Dopo aver fatto fuori Han Solo e Luke Skywalker e considerata la prematura scomparsa di Carrie Fisher (che ha inevitabilmente influito sulla misera scrittura del personaggio di Leia), non rimaneva che lui. Ebbene, dato il modo quasi casuale in cui è stato inserito, se ne sarebbe potuto fare tranquillamente a meno.

Passando agli aspetti prettamente tecnici, nonostante regia e fotografia siano evidentemente inferiori rispetto all’Episodio VIII, il film risulta visivamente di buon livello. Le scene d’azione sono ben riprese (sebbene a volte montate non al meglio) e i contatti a distanza tra Rey e Kylo Ren non sono più rappresentati con il ricorso alla limitata tecnica del campo e controcampo, ma assumono una valenza maggiore, con una complessa e vincente sovrapposizione scenica. Inoltre, lo studio dei colori, combinato al sapiente utilizzo di luci extradiegetiche, si rivela fotograficamente soddisfacente. Buona anche la scenografia, in grado di presentare ambientazioni nuove e originali (esteticamente sbalorditivo Exegol), che riescono comunque a mantenere un legame di fondo con quelle del passato (evidente il parallelismo Jakku-Tatooine).

Estremamente accurati gli effetti speciali, unico indiscusso punto di forza della trilogia sequel targata Walt Disney, almeno sotto questo profilo (economicamente) superiore all’indipendente Lucasfilm. Poco soddisfacente l’interpretazione del cast, complessivamente di basso livello. A salvarsi è solo la coppia Adam Driver-Daisy RIdley, enormemente maturata rispetto alla loro prima apparizione in Il Risveglio della Forza (2015).

In conclusione, una menzione d’obbligo va riservata alla meravigliosa colonna sonora di John Williams, unica vera costante della saga, i cui soli titoli di testa riescono a trasmettere ogni volta emozioni nuove, amplificate peraltro dalla magia del grande schermo.

Pro:

  • Effetti speciali ed uso di luci extradiegetiche.
  • Scenografia innovativa, ma comunque in grado di mantenere legami con il passato.
  • Le musiche di John Williams.

Contro:

  • Storia lacunosa e dozzinale, inadatta a chiudere una saga di questa portata.
  • Scrittura dei dialoghi mediocre.

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