Star Wars – L’Impero colpisce ancora

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Irvin Kershner

Star Wars - L'Impero colpisce ancora

Scheda:

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© LucasFilm

Titolo originale:

The Empire Strikes Back

Uscita Italia:

12 Settembre 1980

Uscita USA:

21 Maggio 1980

Regia:

Irvin Kershner

Sceneggiatura:

Leigh Brackett, Lawrence Kasdan

Genere:

fantascienza, Avventura, Azione

REDAZIONE: ★9+

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

L’epopea di Luke Skywalker, addestrato per padroneggiare i poteri della Forza, e della Ribellione all’Impero prosegue, di pianeta in pianeta e fra tradimenti e battaglie.

L’Alleanza Ribelle capeggiata da Luke Skywalker (Mark Hamill), la principessa Leila Organa (Carrie Fisher), Ian Solo (Harrison Ford) e Chewbecca (Peter Mayhew) è rifugiata sul pianeta ghiacciato di Hoth, braccata dall’Impero. Dart Fener (David Prowse) ha assoldato dei cacciatori di taglia, fra cui Boba Fett, mentre il malvagio Jabba the Hutt ha a sua volta posto una taglia su Ian. Luke, fra tutti, viene attaccato da un wampa, alieno delle nevi, e si difende con la spada laser regalatagli dal defunto maestro Obi-Wan Kenobi (Alec Guinness). Il quale, poco dopo, gli appare in forma spirituale e gli ordina di cercare il maestro Yoda (Frank Oz) del pianeta Dagobah.

La base dei ribelli viene rinvenuta dai droidi imperiali è attaccata dalle truppe dell’impero, durante la battaglia di Hoth. Ian, Leila, Chewbecca e D-3B0 fuggono sul Millennium Falcon, mentre Luke e C1-P8 raggiungono il nascondiglio di Yota. Il maestro Jedi inizia ad addestrare il giovane, rendendosi però conto della sua impazienza. Intanto, l’equipaggio del Millennium Falcon si reca alla Città delle Nuvole, sul pianeta Bespin, per incontrare Lando Calrissian (Billy Dee Williams), antico amico di Ian.

Calrissian tuttavia tradisce i suoi ospiti e consegna Ian a Boba Fett, per poi pentirsi e aiutare Leila a fuggire.

Dart Fener iberna Ian in una lastra di grafite, mentre Luke sente il richiamo della Forza e capisce che i suoi amici sono in pericolo: nonostante Yoda gli intimi di finire l’addestramento, parte alla volta della Città delle Nuvole.

Qui ingaggia una lotta a spade laser con Dart Fener, che gli mozza una mano e gli offre di passare al Lato Oscuro. Luke rifiuta, e Dart Fener gli rivela di essere suo padre. Sconvolto, Luke si butta in un condotto d’aria credendo di morire, ma riesce a salvarsi e viene recuperato da Leila e Chewbecca, richiamati da telepatia. Mentre Luke si fa curare e impiantare una mano dai medici della Ribellione, Lando e Chewbecca partono verso Tatoonie, dove Jabba The Hutt tiene prigioniero Ian.

Recensione:

Secondo capitolo in ordine di realizzazione della saga, dopo Star Wars – Una nuova speranza, il film ha innanzitutto il grande merito di sviluppare sapientemente gli elementi già presenti nel precedente, ampliandone l’universo e le sfumature dei personaggi. La trama, su sceneggiatura di Leigh Brackett e Lawrence Kasdan su soggetto di George Lucas, si orienta su uno sviluppo parallelo di più linee narrative, dando più respiro alle interazioni fra personaggi. Aumenta anche la gamma di contaminazioni di genere: oltre ai già presenti innesti western e fantasy, gli aspetti da racconto di guerra e spionaggio si fanno più presenti, così come il legame archetipico con la tragedia greca, esplicitata nell’edipico (e sconvolgente) plot-twist finale.

Quanto appunto alla gestione degli archetipi, L’impero colpisce ancora prosegue la propria aderenza ai canoni del viaggio dell’eroe. Luke, protagonista assoluto del film e tuttavia capace di non assolutizzare la scena, affronta il lutto, l’addestramento a un’antica sapienza cui è già destinato(e che coincide con la riscoperta di se stesso) e infine combatte con la propria nemesi fimo a confondersi con essa, diventando l’uno ombra dell’altro.

Classico nella scrittura, contemporaneo nella propria messa in dubbio di sé, Il personaggio viene interpretato in modo lodevole da Hamill, qui in una prova decisamente più adulta rispetto al primo capitolo.

Attorno al protagonista ruotano personaggi nuovamente archetipici, ma mai troppo scontati: su tutti, l’iconico Yota, che viene introdotto in questo capitolo e diventerà uno degli elementi più riconoscibili e popolari dell’intera saga (anche a livello extra-filmico è commerciale). L’operazione di recupero del mito e della fiaba in favore della fantascienza si può dire quindi riuscita, anche nella varietà e nell’esotismo delle ambientazioni, le cui scenografie sono curate dalla squadra di Norman Reynolds.

A livello visivo, la regia di Irvin Kershner e la fotografia di Wolfgang Suschitzky (The Rocky Horror Picture Show, 1975; Il pasto nudo, 1991) collaborano nel variare i toni della favola ideata da Lucas, rendendola talvolta anche più cupa a sottolinearne l’avanzamento. Da sottolineare anche gli effetti speciali della Industrial Light & Magic, che beneficia del tempo trascorso e del successo accumulato dal precedente per realizzare effetti visivi decisamente più spettacolari e verosimili, mai finita se stessi ma sempre orientati a una narrazione senza dubbio popolare, ma di ottima fattura. A fare però da padrona nella riuscita tecnica e sensoriale del film è senza dubbio la colonna sonora di John Williams, che sviluppa ulteriormente il ricorso ai leitmotiv e alla musica come elemento narrativo connotativo: preponderante diventa qui il nuovo tema della Marcia Imperiale che, confrontandosi con Wagner e Prokof’ev, oggi rimane fra i più celebri dell’intera storia del cinema.

L’impero colpisce ancora, per quanto, essendo il secondo capitolo di una trilogia, sia inevitabilmente sottoposto alla dipendenza dal seguito, è fra i migliori capitoli dell’intera saga di Guerre Stellari e fra i prodotti più rappresentativi di un regime filmico capace di coniugare intrattenimento, epica e lavoro artistico.

Pro:

  • Sapiente ricorso agli archetipi narrativi classici, coniugati con l’intrattenimento.
  • Ampliamento delle linee narrative, dell’universo e della psicologia dei personaggi.
  • Ottimo comparto visivo, colmo di contaminazioni di genere.

Contro:

  • Ovvia dipendenza dagli altri due capitoli della saga (che non ne invalida la riuscita come singolo prodotto).

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