Tenet

LOADING
Christopher Nolan

Tenet

Scheda:

tenet_info

© Warner Bros.

Titolo originale:

Tenet

Uscita Italia:

26 Agosto 2020

Uscita USA:

3 Settembre 2020

Regia:

Christopher Nolan

Sceneggiatura:

Christopher Nolan

Genere:

Azione, Fantascienza, Thriller

REDAZIONE: ★7.5

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Un anonimo agente della CIA viene reclutato da una misteriosa organizzazione per prevenire una catastrofe mondiale.

Un agente della CIA (il Protagonista, John David Washington) partecipa a un’operazione sotto copertura in un teatro dell’opera, a Kiev, con lo scopo di recuperare un misterioso oggetto e il collega che lo aveva con sé, ora esposto. Nel corso dell’operazione viene aiutato da un soldato mascherato, con un laccetto rosso sullo zaino, ma poco dopo viene catturato e torturato da alcuni uomini russi. Per fuggire dalla tortura ingerisce una pillola di cianuro, che poi scoprirà essere falsa. Successivamente si sveglia: i suoi colleghi sono morti e l’oggetto sconosciuto è stato rubato. In realtà la missione di Kiev era un test.

Il protagonista viene allora incaricato di raccogliere informazioni riservate per conto di un’organizzazione, Tenet, e si mette in viaggio. La nuova missione lo conduce da Laura, una scienziata che studia proiettili invertiti, ovvero la cui entropia è mutata in modo che si muovano indietro nel tempo. La composizione dei metalli fa risalire i proiettili a Priya (Dimple Kapadia), trafficante d’armi di Mumbai, apparentemente al comando di Tenet. Il protagonista, con l’aiuto di Neil (Robert Pattinson), un agente locale privato, si intrufola nel palazzo di Priya, la quale gli fornisce informazioni importanti riguardo un altro trafficante di armi, l’oligarca russo Andrei Sator (Kenneth Branagh), “broker” tra presente e futuro. Per arrivare a Sator, il protagonista si avvicina a Kat (Elisabeth Kebicki), moglie di Sator e madre di suo figlio. Kat confessa al protagonista che Sator la sta ricattando con un dipinto contraffatto che lei gli aveva venduto, privandole di vedere il figlio in qualsiasi momento. L’ultima volta che lei e Sator sono stati veramente felici è stato in Vietnam, sul loro yacht, dove tuttavia vide un’altra donna tuffarsi dalla nave del marito. Il protagonista e Neil si infiltrano nel freeport di Oslo, un magazzino sicuro nel quale Sator conserva il dipinto, facendo schiantare un aereo come diversivo. All’interno della struttura vi è una strana macchina simile ad un tornello, dal quale escono due uomini mascherati, uno dei quali è invertito in entropia. Neil smaschera quello normale, lasciandolo tuttavia fuggire, e successivamente impedisce all’amico di uccidere l’uomo invertito.

Giorni dopo Priya spiega ai due agenti che la macchina denominata come tornello è il dispositivo di inversione del tempo sviluppato nel futuro, e che i due uomini mascherati erano in realtà la stessa persona. Il protagonista si avvicina nuovamente a Sator, per poi convincerlo ad usufruire della loro consulenza per rubare del plutonio. I due rubano il plutonio da un convoglio, rendendosi conto che in realtà è lo stesso oggetto misterioso dell’operazione di Kiev. Tuttavia, Sator, in inversione, prende in ostaggio Kat e le spara con un proiettile invertito. In questo modo costringe il protagonista a rivelare dove si trova il manufatto. Sator si impossessa dell’oggetto, ma prima di ucciderlo viene messo in fuga da una squadra di agenti Tenet, guidata da Ives (Aaron Taylor-Johnson) e lo stesso Neil. Per salvare Kat, il protagonista e Neil le fanno attraversare il tornello e tornano indietro nel tempo di una settimana fino ad Oslo, per ripristinare la loro entropia attraverso la macchina all’interno del freeport. Nel freeport, il protagonista invertito combatte con il suo se stesso del passato, per poi raggiungere il tornello e fuggire dall’aeroporto.

Successivamente Priya spiega che le nove sezioni (manufatti) sono parti di un algoritmo sviluppato nel futuro, in grado di invertire il mondo intero, annientandolo. Le future generazioni stanno infatti utilizzando Sator per distruggere il mondo del passato sperando di prevenire i problemi ambientali che nel futuro annienteranno la terra. Inoltre, Kat rivela che in realtà Sator sta morendo di cancro, e che probabilmente innescherà la fine del mondo suicidandosi proprio durante la loro ultima vacanza in Vietnam.
Kat torna indietro nel tempo per ritardare la morte del marito, mentre la squadra di agenti Tenet, dopo aver rintracciato il luogo prefissato, utilizzando una manovra a tenaglia temporale nella quale due squadre, una in avanti e l’altra invertita, agiscono in contemporanea verso la zona dell’esplosione. Il protagonista e Ives raggiungono l’algoritmo, aiutati dal soldato morto con il laccetto rosso, che in inversione salva il protagonista e gli apre il cancello blindato, per poi fuggire all’indietro. Il protagonista e Ives prendono l’algoritmo nello stesso momento in cui Kat, sullo yacht in Vietnam, uccide Sator, per poi tuffarsi.

“Ives, Neil e il protagonista suddividono l’algoritmo in tre parti e si separano.”

Il protagonista nota tuttavia un laccetto rosso sullo zaino di Neil. Nel futuro lui stesso aveva reclutato Neil per entrare nell’organizzazione Tenet, e che tutta questa missione sarebbe stata architettata dalla versione futura di lui stesso anni prima. Successivamente a Londra, ora cosciente di essere a capo dell’organizzazione, il protagonista uccide Priya, poco prima che lei uccida Kat, finalmente felice con il proprio figlio.

Recensione:

A seguito del vano tentativo di Christopher Nolan di conseguire un riconoscimento importante con il precedente Dunkirk (2017), vi troviamo Tenet: un netto riavvicinamento semantico, ma soprattutto stilistico, al tanto apprezzato Inception (2010), del quale, grazie al cliffhanger finale, ancora si parla.

“L’ultima fatica del regista naturalizzato statunitense si presenta semplicemente come un film d’azione, tecnicamente eccellente, al quale tuttavia manca una solida struttura narrativa.”

Una partenza fulminea catapulta il pubblico all’interno dell’universo nolaniano di Tenet, e ne sarà immediatamente affascinato. Il ritmo filmico viene cadenzato dalle numerose scene d’azione, spesso volutamente caotiche, girate e coreografate egregiamente. La fotografia, valida, è coerente con l’andatura registica, e presenta ottimi tagli di luce. Tra tutte le componenti visive risalta il montaggio ellittico di Jennifer Lame (Hereditary – Le radici del male, 2016; Storia di un matrimonio, 2019): l’operazione di salti spazio-temporali conferisce ulteriore dinamicità alla pellicola, già di per sé particolarmente frenetica, e la sua esecuzione risulta pressoché perfetta, non snaturando l’originalità scenica dell’inversione del tempo, punto focale del film.

Gli accompagnamenti musicali di Ludwig Goransson (Black Panther, 2018; The Mandalorian, 2019) si intrecciano meravigliosamente con il caos tartassante della messa in scena, e il sonoro e il suo montaggio complessivo risultano di elevata fattura. Alcune piccole riserve tuttavia per le musiche, che, seppur ottengano il risultato prefissato, fanno sentire la mancanza di un organico orchestrale, specialmente nel raggiungimento dei climax a causa di una gamma dinamica poco curata.

Gli effetti speciali, invece, contribuiscono alla spettacolarizzazione delle scene d’azione cardine della pellicola e sono realizzati perfettamente.

La spettacolare messa in scena quindi affascina ed intrattiene lo spettatore durante l’intera visione del film. Eppure, ciò che traspare è la volontà incontrollabile di Christopher Nolan di trasformare il contenitore (spettacolarizzazione assoluta) nel contenuto (di fatto assente). L’apparente complessità della trama risulta un limite non tanto perché difficile da comprendere, quanto per l’inutilità della stessa.

La pellicola quindi si rivela unicamente un esercizio di stile, raffinato, ma fine a sé stesso.

I numerosi personaggi presentati risultano completamente bidimensionali, privi sia di un arco evolutivo ben delineato, sia della componente emozionale, che non consente difatti nessuna empatia tra il pubblico e gli stessi. Da sottolineare tuttavia che l’assenza di queste componenti, essenziali nel caso di un film di stampo drammatico, permette il ritmo serrato ed incalzante che la pellicola action porta con sé durante tutta la sua durata complessiva.

Un plauso parziale va all’intero cast attoriale, in particolare a Robert Pattinson (Good Time, 2017; The Lighthouse, 2019), che nonostante gli evidenti problemi di sceneggiatura, è riuscito a regalare un’eccellente interpretazione. Nota negativa pressoché trascurabile, ma presente, riguarda la linea comica, caratterizzata da un humour inglese mal gestito, ricco di battute svenevoli e poco originali.

Tenet infine non è nient’altro che una macchina ad ingranaggi tirata a lucido, nella quale ogni rotella deve girare nel verso giusto pur sacrificandone l’anima e le emozioni. La pellicola, nonostante questi limiti, di cui Christopher Nolan è sicuramente ben consapevole, in questo momento sta lottando insieme a molti altri per uno scopo apparentemente meno rumoroso di una catastrofe nucleare invertita ma tutto sommato più importante: la sopravvivenza del cinema stesso, come arte in tutte le sue forme.

Ci auguriamo che sia la giusta ripartenza per tutti.

Pro:

  • Comparto visivo e sonoro ottimo in tutte le sue forme.
  • Interpretazioni nel complesso positive, Robert Pattinson in particolare.

Contro:

  • Sceneggiatura approssimativa, dalla complessità superflua e una mancata delineazione dei personaggi.
  • Dialoghi basici, macchiati ripetutamente da un umorismo fallimentare.

3.3 / 5. 4