The Old Guard

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Gina Prince-Bythewood

The Old Guard

Scheda:

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© Netflix

Titolo originale:

The Old Guard

Uscita Italia:

10 Luglio 2020

Uscita USA:

10 Luglio 2020

Regia:

Gina Prince-Bythewood

Sceneggiatura:

Greg Rucka

Genere:

Azione, Fantastico

REDAZIONE: ★5

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Un gruppo di immortali, da sempre impegnati per la lotta a favore dell’umanità, fronteggia un sadico miliardario intenzionato a carpirne i poteri.

Il nostro mondo, da secoli, viene protetto da guerrieri immortali che hanno attraversato, con varie identità, le diverse ere della Storia: attualmente sono Andy (Charlize Theron), Booker (Matthias Schoenaerts), Joe (Marwan Kenzari ) e Nicky (Lica Marinelli). In loro convivono il peso esistenziale dell’invulnerabilità, la ricerca di una quotidianità e l’impotenza di fronte alle grandi tragedie che avvengono in ogni dove.

Assunto da un ex agente della CIA, Copley (Chiwetel Ejiofor), per una missione in Sudan, i quattro cadono in una imboscata dalla quale risorgono e fuggono. Il tranello è stato architettato da Copley stesso e dal dirigente farmaceutico Steven Merrick (Harry Melling), miliardario senza scrupoli intenzionato a scoprire il mistero dell’immortalità degli eroi. Intanto, in Afghanistan, la soldatessa Nile Freeman (KiKi Layne) si scopre essere una quinta immortale: viene così prelevata da Andy, che sa di lei per una sorta di connessione psichica, e la porta a Parigi dal resto del gruppo.

Qui Nile viene messa al corrente della condizione degli immortali (il cui potere può interrompersi senza preavviso) e dell’esistenza di una vecchia compagna, Quynh (Van Veronica Ngo), catturata secoli prima e scomparsa. A interromperli, un nuovo attacco degli agenti di Merrick:

“Joe e Nick vengono catturati, Booker è ferito e Andy si rende conto di avere verso la propria immunità.”

Nile decide di unirsi a Copley.

Il gruppo viene attaccato dagli agenti di Merrick; Joe e Nicky vengono catturati mentre Booker, gravemente ferito, viene lasciato come esca per Andy. Quest’ultima uccide gli assalitori, ma subito dopo scopre di aver perso la sua immortalità in quanto le ferite della lotta non sono guarite. Booker individua Copley, ma Nile rifiuta di unirsi a loro per seguirlo, incapace di accettare il suo destino senza famiglia e amici. Booker, traditore, consegna Andy a Merrick mentre Nile riesce a convincere Copley ad abbandonare i malvagi progetti dell’antagonista. Nile e Copley si recano a Londra per liberare i compagni e uccidere Merrick. Booker è punito con l’interdizione dal gruppo per un secolo: sei mesi dopo, a Parigi, incontra Quynh.

Recensione:

Rinnovare la grammatica del genere supereroistico è una strada da percorrere sempre più interessante nel panorama cinematografico attuale. Avengers – Endgame (2019), se da un lato rappresenta attualmente il maggiore incasso nella storia del cinema, dall’altro ha mostrato tutti i difetti che un film di questo tipo può avere.

Pochi mesi dopo, Joker ha saputo unire qualità autoriale e capacità di comunicare a un pubblico ampio e vario: tuttavia, solo forzatamente rientra nella categoria dei cinecomics. Un interessante esperimento, geograficamente circoscritto, era stato condotto nel 2015 con Lo chiamavano Jeeg Robot, una sorta di “spaghetti superhero” giocato sul filo dell’ironia amara. Se si escludono i prodotti high-quality di Christopher Nolan e Guillermo del Toro e quelli esplicitamente parodistici quali il riuscito Deadpool (2016), il rischio dei film del genere è quello di ricadere in luoghi scontati, ripetersi o adattarsi maldestramente a tematiche urgenti.

È questo il caso, purtroppo, di The old guard, distribuito da Netflix e tratto dal primo volume dell’omonima serie di Greg Rucka e Leandro Fernandez. La speranza di trovarvi una narrazione più complessa e riflessiva e un taglio meno mostrativo era stata rafforzata, per lo spettatore italiano in particolare, dalla presenza di Luca Marinelli, ultima coppa Volpi per Martin Eden, e dalla bella locandina retrò disegnata dal maestro del fumetto nostrano Milo Manara. Si può anzi dire che nei primi minuti di film sembra davvero di assistere a qualcosa di diverso, con il flash-forward di primo piano su Charlize Theron e il suo monologo introduttivo di intento filosofico.

Tutto ciò che ne segue, però, risulta perlopiù scontato e deludente. Il problema maggiore risiede nella sceneggiatura, dello stesso Rucka: gli snodi narrativi, i plot-twist (parziali, per giunta) e le parabole dei personaggi sono piuttosto affrettate e confuse. Se nel soggetto le motivazioni chiave, che ruotano attorno ai privilegi e alla condanna dell’immortalità, sembravano perlomeno validi, nel corso della storia appaiono depotenziate da troppa carne messa al fuoco. Anche le relazioni interpersonali fra protagonisti sono così flebili da apparire assenti, quando non si rifanno esplicitamente alle classiche dinamiche da squadra di supereroi.

Si aggiunga che la storia si riparte in linee narrative che non vengono chiuse unicamente per lasciare adito ad almeno un sequel, peraltro annunciato pochi giorni dopo il rilascio del film. Il modo in cui viene inserito il cliffhanger finale, che vede coinvolto un personaggio appena menzionato in precedenza, risulta estremamente fastidioso: fa di The old guard un prodotto non autosufficiente e nemmeno in grado di incuriosire su eventuali sviluppi.

“Si fosse trattato del pilot di una qualsiasi serie senza troppe pretese, e non di un film, avrebbe destato meno perplessità.”

Ciò vale anche per la regia, di Gina Prince-Bythewood (Love & basketball, 2000; La vita segreta delle api, 2008): più che discreta nelle scene d’azione, altalenante nelle altre sequenze. Meglio, decisamente, la fotografia di Tami Reiker e Barry Ackroyd (candidata Oscar 2008 per The hurt locker), capace di coniugare fantascienza e realismo offrendo, stavolta sì, un visivo innovativo per il genere.

Quanto alle interpretazioni, bisogna notare come Charlize Theron, assieme ai comprimari, riesca a offrire una prova più che convincente a fronte di personaggi dalla scrittura infelice. Sorte, quest’ultima, occorsa in particolare all’antagonista, insipido su copione e fastidioso nella resa. The old guard, in definitiva, resta un film mediocre che ricade negli stessi stereotipi che vorrebbe combattere e a cui non basta una buona idea iniziale e alcuni particolari discreti a risollevarsi.

Pro:

  • Interpretazioni dei protagonisti convincenti, a fronte di personaggi infelici.
  • Fotografia buona.

Contro:

  • Sceneggiatura gravemente frettolosa e incompleta.
  • Cliffhanger fastidioso e antagonista insipido.
  • Mancata realizzazione delle intenzioni di partenza.

2 / 5. 1