The Party

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Sally Potter

The Party

Scheda:

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© Academy Two

Titolo originale:

The Party

Uscita Italia:

8 Febbraio 2018

Uscita USA:

16 Febbraio 2018

Regia:

Sally Potter

Sceneggiatura:

Sally Potter

Genere:

Commedia, Drammatico

REDAZIONE: ★7-

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Janet, neoeletta ministra della Salute, organizza una festa con tre coppie di amici. La serata, però, si tramuta man mano in un dramma relazionale inaspettato.

Janet (Kristine Scott Thomas) è la nuova ministra della salute del partito di opposizione, e organizza una piccola festa celebrativa nella propria casa con tre coppie di amici: April (Patricia Clarkson), cara amica, e il suo compagno Gottfried (Bruno Ganz), pseudo life coach spirituale, Martha (Cherry Jones), la sua compagna Jinny (Emily Mortimer), e Tom (Cillian Murphy), banchiere di successo. Marianne arriverà presumibilmente più tardi, secondo le parole di suo marito Tom. La festa comincia, e gli invitati chiacchierano tra di loro. Bill (Timothy Spall), il marito di Janet, beve vino e si rilassa, con sguardo assente, grazie a uno splendido sottofondo musicale. Tom è estremamente nervoso, e si chiude in bagno per drogarsi, agitandosi compulsivamente ed esaminando di continuo la pistola che ha portato con sé. Durante la festa, Janet, in segreto, scambia messaggi e telefonate con un amante misterioso. Nel momento del brindisi, Martha e Jinny annunciano che quest’ultima è incinta di tre gemelli tramite fecondazione artificiale.

“Poco dopo Bill annuncia a sua volta di essere stato informato dal suo medico di essere un malato terminale.”

La festa prende una piega sempre più drammatica, e Janet dichiara apertamente che si dimetterà dalla sua posizione di ministra per prendersi cura del marito. Bill tuttavia, rivela di non amarla, e che la lascerà per Marianne. Tom sapeva della relazione, e dopo essersi infuriato a parole con Bill, riacquista lucidità e getta la pistola nella pattumiera. Martha e Jinny intanto discutono sul futuro della coppia, e di come la presenza dei bambini potrebbe cambiare la loro relazione. Intanto Janet si reca in giardino per gettare i canestrini di pasta sfoglia bruciati nel cestino dell’immondizia, e prende con sé la pistola di Tom. Le discussioni continuano, finché Bill ritorna a parlare di Marianne, e del loro amore idilliaco. Tom, imbestialito, colpisce Bill con un pugno, mettendolo al tappeto. Tutti gli invitati temono che sia morto. Janet, ancora scioccata dalle parole di Bill, rianima Bill, remissivo e rassegnato dalle conseguenze degli eventi. Improvvisamente suona il campanello, è probabilmente Marianne. Janet si precipita in bagno, prende la pistola che aveva nascosto, e corre ad aprire la porta. Janet punta la pistola alla persona davanti a lei, invisibile al pubblico, ed esclama “Avevi detto di amare me. Me. Traditrice”.

Recensione:

L’industria cinematografica anglosassone è spesso considerata intellettualmente e stilisticamente superiore a quella hollywoodiana, complice sicuramente la loro meticolosità nel produrre, mediamente, pellicole sempre sufficienti. Una realtà che negli anni è rimasta tale, e che forse ha reso lo stesso cinema inglese schiavo della propria virtù.

Sally Potter, londinese doc, nota agli appassionati per Orlando (1992), scrive e dirige The Party: una commedia nera esasperata che con british humour offre una discreta parodia dell’alta borghesia inglese. Le vicende ruotano attorno a Janet (Kristine Scott Thomas), neoeletta ministra, che organizza una piccola festa in casa propria per celebrare il successo lavorativo. Il teatrino bizzarro dei personaggi all’interno della sola scenografia della casa risulta eccessivamente forzato; maschere insensate prive di profondità che dialogano tra loro. Tuttavia,

“questa approssimazione caratteriale è intrinseca nel genere stesso della pellicola: una spiritosa e folle satira politica, che si fa portatrice di critiche importanti analizzando volutamente numerose realtà sociali con genericità.”

Nel complesso i temi trattati sono molteplici: il dibattito sui generi, il femminismo, l’europeismo fintamente idealista. Argomenti delicati decisamente poco approfonditi.

Il paragone con Carnage (2011), di Roman Polanski (L’ufficiale e la spia, 2019), verrebbe spontaneo a qualunque spettatore, e ovviamente è un confronto che vede The Party perdente. C’è da sottolineare però che l’intera pellicola in questione porta con sé uno humour e un’atmosfera particolarmente conforme con la cultura anglosassone, e per questo non tutti i dialoghi potrebbero aver presa su un pubblico differente.

Le componenti visive del film sono realizzate ottimamente, e nonostante una scenografia particolarmente scarna, la resa finale è buona. Grande punto interrogativo è la fotografia in bianco e nero. Il malumore sociale della pellicola o l’omaggio al cinema libero britannico degli anni ’60 non giustificano sicuramente il B/N proposto. Per quanto ben conseguito infatti, appare una scelta poco artistica, piuttosto un fanatico e sofisticato esercizio di stile.

L’unico reale pregio della pellicola è la scelta delle musiche, diegetiche, che propone realisticamente generi e sensazioni differenti a seconda dei momenti cruciali della storia. Infine, ottime tutte le interpretazioni, con particolare riguardo ai personaggi di Cillian Murphy (Dunkirk, 2017) e Patricia Clarkson (Dogville, 2003), supportati da una sceneggiatura più clemente nei loro confronti.

The Party è un’opera satirica leggera e intelligente che intrattiene lo spettatore grazie alle proprie esasperazioni narrative, e che fa della festa (party, in inglese) al centro della vicenda, una grande e divertente caricatura del partito (party) politico laburista contemporaneo.

Pro:

  • Musiche intradiegetiche di estremo valore stilistico e narrativo.
  • Sceneggiatura esasperatamente teatrale che consegue lo scopo prefissatosi.
  • Componenti visive positive.

Contro:

  • Fotografia tecnicamente valida, che tuttavia sceglie il bianco e nero senza una ragione apparentemente sensata, solo fine a sé stessa.
  • Il trattamento dei temi e dei personaggi risulta piuttosto superficiale.

3 / 5. 1