Whiplash



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Damien Chazelle

Whiplash

Scheda:

whiplash_info

© Sony Pictures

Titolo originale:

Whiplash

Uscita Italia:

12 Febbraio 2015

Uscita USA:

10 Ottobre 2014

Regia:

Damien Chazelle

Sceneggiatura:

Damien Chazelle

Genere:

Musicale, Drammatico

VOTO: ★8.5

Cast:

Trama:

Andrew, batterista di una prestigiosa scuola musicale, dà tutto se stesso per farsi notare e diventare il migliore nel suo campo. Ben presto però, dovrà fare i conti con uno spietato maestro e l’agguerrita concorrenza di chi lo circonda.

Andrew Neiman (Miles Teller) è un giovane batterista del prestigioso conservatorio Shaffer, che impiega ogni sforzo per farsi notare dal temuto e rispettato direttore d’orchestra Terence Fletcher (J.K. Simmons). Dopo essere riuscito ad entrare nell’orchestra di Fletcher come batterista di riserva, Andrew conosce Nicole (Melissa Benoist), la ragazza adibita alla vendita di pop-corn presso il cinema che egli è solito frequentare con il padre (Paul Reiser). I due iniziano una frequentazione, che viene bruscamente interrotta dallo stesso Andrew, poiché intenzionato a dedicarsi esclusivamente alla musica, senza distrazioni di alcun tipo.

Dopo aver versato sangue e sudore nell’esercitarsi senza freni con la batteria, il giovane, per distrazione, smarrisce nell’intervallo di un concerto lo spartito che il primo batterista gli aveva affidato; poiché Andrew conosceva i pezzi da eseguire a memoria, si esibisce con successo in sua vece, rubandogli definitivamente il posto.

“Fletcher inizia ad ostacolare con crescente ostilità il giovane Andrew, il quale, sempre più stressato, finisce per rimanere ferito in un grave incidente stradale.”

Ciò nonostante, deciso a non rinunciare al posto così faticosamente guadagnato, si presenta stordito e visibilmente insanguinato sul palco, tentando vanamente di suonare e mettendo in ridicolo tutta l’orchestra. Fletcher interrompe quindi l’esecuzione, si scusa con il pubblico e viene aggredito da un Andrew completamente fuori di sé. L’improvvido gesto porta lo Shaffer ad espellere il giovane protagonista, il quale, dopo aver definitivamente abbandonato la batteria, decide su consiglio del padre di denunciare Fletcher per le molestie psicologiche subite durante le lezioni, svoltesi tutte in un palpabile clima di terrore generale, che pare abbia addirittura portato un altro studente al suicidio.

Dopo diversi mesi, Andrew vede Fletcher esibirsi al piano in un bar. I due si incontrano, bevono assieme e il maestro racconta al suo ex allievo di essere stato allontanato dal conservatorio a causa di una denuncia anonima. Spiega inoltre al giovane che tutte le pressioni che esercitava sui suoi studenti servivano a spingerli oltre i loro limiti, per farli rendere al meglio. Chiede infine a Andrew, che ben conosce il suo repertorio, di esibirsi con lui in un festival che si terrà di lì a breve.

Il giovane accetta e immediatamente prima dell’esecuzione il maestro rivela al giovane di aver sempre saputo che il suo allontanamento dallo Shaffer fosse imputabile a Andrew. Decide quindi di vendicarsi facendo suonare a tutta l’orchestra pezzi sconosciuti al batterista, costretto così a sfigurare davanti a tutta la platea. Dopo essersi allontanato per l’imbarazzo però, Andrew torna sul palco, inizia a suonare da solo e costringe gli altri musicisti a seguirlo. A questo punto Fletcher, prima sorpreso e indispettito per l’iniziativa, poi progressivamente colpito e soddisfatto dalla determinazione del giovane, dirige l’orchestra, esaltando la virtuosa esibizione di Andrew.

Recensione:

A metà tra quello che potrebbe essere un tipico racconto di formazione e un film sportivo che si delimita nello schema limite-allenamento-gara finale, Whiplash si configura come un lavoro di genere atipico, che inizia il filone del regista Damien Chazelle (La La Land 2016; First Man – Il Primo Uomo, 2018) di visione critica dei concetti (tipicamente americani) di vittoria e sacrificio.

La sceneggiatura, seppur partendo da un soggetto semplice, riesce a costruire un’ottima tensione emotiva con dei colpi di scena distribuiti nel corso della narrazione in ottima maniera.

Sebbene gli eventi a tratti risultino evidentemente romanzati, colpiscono per il realismo con cui vengono narrati.

Interessante anche il lavoro sui dialoghi, primi tra tutti quelli tra il maestro e l’allievo, in cui vengono distrutti i soliti perbenismi competitivi a favore di una più spietata, e reale, concezione della sfida.

L’ottimo lavoro di scrittura prosegue anche per i personaggi, a partire da Andrew che rappresenta un protagonista né buono né cattivo ma ambizioso, e che si impegna con tutto sé stesso per raggiungere il suo scopo e, come è giusto alla sua età, sbaglia e paga i suoi errori che lo porteranno a una crescita emotiva e personale. Grazie alla costruzione di questo personaggio lo spettatore è facilmente coinvolto nella pellicola e riesce a immedesimarsi nel protagonista.

“Fletcher invece, personaggio controverso ed enigmatico, riprende piuttosto esplicitamente alcune delle caratteristiche del celeberrimo colonnello Hartman di Full Metal Jacket (esplicativo in tal senso anche il richiamo a “Palla di Lardo”, lo sfortunato grassottello di turno bullizzato dalla compagnia).”

Il lavoro di regia si concentra molto sulla figura gravitazionale dell’insegnante, le inquadrature riescono a dare austerità al suo personaggio, con primi piani che risaltano tutta l’abilità di rappresentare J.K. Simmons (Spiderman, 2002; Juno, 2007) un ruolo complesso, in cui si correva il rischio di banalizzare il personaggio, cadendo in facili stereotipi.

La regia cura inoltre molti dettagli sulle prospettive e introspettive dei protagonisti e regala dei buoni stacchi a tempo di musica, aumentando il concetto generale della musicalità della narrazione.

Protagonista sottintesa è ovviamente la musica, i brani jazz che pervadono la pellicola sono il punto di convergenza del film, che oltre all’accompagnamento regalano alla pellicola ritmo e tensione, lavorando così sul crescendo di suspense narrativa.

La bravura di Justin Hurwitz, fidato collaboratore di Chazelle, risiede nella capacità riarrangiare e creare pezzi Jazz in modo che risultino apprezzabili anche all’orecchio meno esperto.

Infine, il montaggio sonoro. È eccezionale, soprattutto se si considera la difficoltà del genere. Quando si registrano concerti da inserire in un film, infatti, occorre una certa dimestichezza, ad esempio, tra le inquadrature dei singoli strumenti, che devono quindi risaltare rispetto agli altri, e il resto della composizione musicale. In Whiplash, il lavoro svolto in tal senso è ottimo.

Pro:

  • Regia legata anche al montaggio sonoro.
  • Intensità e realismo della sceneggiatura.
  • Centralità della musica jazz.

Contro:

  • sceneggiatura giusta, ma limitata.
  • cast buono, ma che non regge l’intensità di J.K. Simmons.

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