Zodiac

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David Fincher

Zodiac

Scheda:

zodiac_info

© Warner Bros. e Paramount Pictures

Titolo originale:

Zodiac

Uscita Italia:

18 Maggio 2007

Uscita USA:

2 Marzo 2007

Regia:

David Fincher

Sceneggiatura:

James Vanderbilt

Genere:

Thriller

REDAZIONE: ★7

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Negli anni ’60-’70 un serial killer soprannominato Zodiac diventa celebre per i suoi violenti omicidi e le sue lettere minatorie.

California: nella notte del 4 luglio 1969, un individuo armato di pistola spara a una giovane coppietta innocente. Lui riesce a sopravvivere, lei no. È lo stesso aggressore che telefona alla polizia per segnalare l’accaduto, rivendicando anche un omicidio avvenuto un anno prima. Il giorno successivo, la redazione giornalistica del San Francisco Chronicle riceve una lettera da parte dell’assassino, che rivendicando gli episodi di violenza della giornata precedente, minaccia di uccidere nuovamente qualora il giornale non riserverà abbastanza spazio al suo “personaggio”. In aggiunta vi è anche un messaggio cifrato, che solo pochi giorni dopo viene tradotto. In redazione il giornalista Paul Avery (Robert Downey Jr.) e il giovane vignettista Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal) prendono le redini del caso Zodiac, alias del misterioso assassino. Quasi tre mesi più tardi il killer uccide di nuovo, accoltellando un’altra coppia. Lui sopravvive, lei no. Tuttavia, da lì a poche settimane Zodiac rompe lo schema finora seguito sparando a un tassista. Il detective che giunge sulla scena è Dave Toschi (Mark Ruffalo).

“Nei mesi successivi si susseguono decine di lettere firmate Zodiac, mentre Graysmith e Avery indagano per conto proprio parallelamente alla polizia per smascherare l’identità dell’assassino. “

Nel luglio del 1971 un uomo rivela alla polizia che un suo collega, Leigh Allen (John Carrol Lynch), secondo alcune chiacchierate avute con lui, poteva corrispondere alla figura del killer Zodiac. La polizia incontra il sospettato, ma nonostante molti indizi confermassero i sospetti, ulteriori indagini rivelano che Allen non è Zodiac. Passano degli anni, Paul ha abbandonato la vita da cronista e Robert invece, sposato con una figlia, continua ad indagare al caso. È l’ottobre del 1977, Robert e Dave pranzano insieme, e quest’ultimo viene informato di tutte le ricerche riguardandi Zodiac che in tutti quegli anni Robert aveva accumulato. Nel corso degli anni successivi altre false piste vengono perlustrate a fondo, senza successo. Fino a che Graysmith, dopo infinite ricerche, si incontra nuovamente con Dave per raccontargli come realmente siano andati i fatti secondo lui. Leigh Allen era il vicino di casa della sua prima vittima, la ragazza del 4 luglio. L’uomo partecipò anche a una festa, nel quale aveva affermato di avere già ucciso. Venne arrestato nel 1975, per accuse di pedofila, rimanendo in prigione per circa due anni, durante i quali infatti non arrivarono lettere di Zodiac. Allen inoltre è nato il 18 dicembre, lo stesso giorno in cui Zodiac chiamò l’avvocato Melvin Belli (Brian Cox), per dirgli che aveva necessariamente bisogno di uccidere poiché era il giorno del suo compleanno. Tutto sembra condurre ad Allen, ma senza il riscontro positivo delle impronte e della calligrafia Dave non può provare che sia effettivamente Zodiac, e arrestarlo. Nel dicembre 1983, Robert si imbatte per caso in Allen, e dopo averlo fissato a lungo se ne va. Il caso per Robert è risolto ora, anni prima infatti aveva confessato alla moglie che le sue ricerche ossessive si sarebbero concluse solo dopo aver guardato il killer dello Zodiaco negli occhi. Anni dopo il suo libro su Zodiac diventa un bestseller. Nel finale un poliziotto incontra il ragazzo sopravvissuto del caso del 4 luglio del ’69, che tra le foto segnalitiche propostogli indica Allen come l’uomo che gli ha sparato quella notte.

Recensione:

Basato su fatti realmente accaduti, nonché trasposizione del libro omonimo di Robert Graysmith, protagonista della vicenda, il film Zodiac è un’opera ampiamente dettagliata che racconta in modo analitico tutti gli eventi riguardanti il serial killer che, negli anni Sessanta e Settanta, ha terrorizzato i residenti di San Francisco. Il regista David Fincher (Fight Club, 1999; L’amore bugiardo – Gone girl, 2014), con l’aiuto di sceneggiatore e produttore, ha speso ben 18 mesi per condurre le ricerche necessarie al fine di rendere la pellicola quanto più fedele possibile alla realtà. Il risultato è evidente; la ricostruzione risulta molto accurata sia nell’esposizione dei fatti, sia nei modi in cui ogni personaggio interviene nella storia. Tuttavia, questa stessa precisione maniacale circa gli eventi narrati investe lo spettatore con una quantità spropositata di dati – spesso irrilevanti ai fini della comprensione della storia – che rallentano il ritmo narrativo e inficiano sulla godibilità del film. La durata della pellicola inoltre, avvalora la tesi per cui condensare una cronaca del genere in quasi tre ore, oltre che complicato, rischia, come in questo caso, di invalidare la narrazione. Troppe informazioni, troppa poca profondità narrativa.

I momenti di tensione, per quanto qualitativamente discreti, sono pochi rispetto all’abbondante durata del film, considerando la natura della sceneggiatura: thriller. Il rischio di far ruotare la storia intorno a un antagonista che non c’è, e per cui non ci si può nemmeno immedesimare, è stato il salto nel vuoto di un regista che ha scelto volutamente di allontanarsi da una più convenzionale storia di cronaca, per cercare qualcosa che quasi nessuno aveva finora sperimentato (vedi tuttavia l’ottimo lavoro di Bong Joon-ho con Memorie di un Assassino, 2003).

“A supporto di una sceneggiatura poco brillante, vengono in aiuto le componenti visive. David Fincher si dimostra ancora una volta un regista sapiente, in grado di trasformare una narrazione prettamente da inchiesta in un thriller polivalente.”

Una regia che, seppur meno originale che altrove (vedi Seven, 1995), porta gradualmente lo spettatore all’interno della San Francisco degli anni ’70. I movimenti di macchina non sono più rapidi, quasi nevrotici, come ci aveva abituato in passato, ma risultano assai più ragionati, conformi a una narrazione lenta e riflessiva. Un montaggio eccellente consente inoltre di virare il focus della scena su qualsiasi soggetto e/o azione in ogni momento, in particolare nella gestione dei personaggi, inizialmente tutti protagonisti di pari livello. Ottimi i vari timelapse negli intermezzi, che scandiscono il tempo tra un fatto e un altro. Come la regia, la fotografia non è scura e disturbante bensì pulita e realistica: lo scopo non è quello di mostrare disorientamento emotivo (caratteristica tipica del thriller), ma distacco.

Ad interpretare i ruoli principali vi sono tre professionisti del cinema contemporaneo: Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr. e Mark Ruffalo. Seppur con i loro soliti archetipi attoriali, insieme funzionano molto bene e le performance nel complesso risultano positive.

Nota negativa per musiche e trucco. Le prime poco sfruttate, convogliando le attenzioni più sugli aspetti visivi che su quello musicale, e il secondo invece di misera fattura; l’invecchiamento dei protagonisti è reso in alcuni casi in modo pessimo (come per Robert Downey Jr.), in altri è completamente assente (nel caso di J. Gyllenhaal).

Sulla carta Zodiac avrebbe tutte le qualità per affermarsi come un grande film thriller dai toni noir; ciò che non gli consente di elevarsi è l’altalenante mediocrità dei vari reparti tecnici, alcuni molto ben strutturati, altri meno; il che, coniugato alle ambizioni del regista, dà adito a un risultato leggermente monco se confrontato con le altre opere del regista.

Pro:

  • Ottima la regia, diversa dal modus operandi del regista ma calzante per il tema trattato.
  • Fotografia e montaggio validi.
  • Buono il cast.

Contro:

  • Adattamento e sceneggiatura poco brillanti, quest’ultima eccessivamente carica di informazioni non sempre rilevanti.
  • Musiche mal sfruttate.
  • Trucco di misera fattura.

3.3 / 5. 3